CAMBOGIA la gente, i templi, i mercati.

 

Quando ripartiamo dalla Cambogia sono le 4:30 del mattino ma le pentole sono già sui fornelli in pietra nei banchetti lungo le strade di Phnom Pen e il traffico è sostenuto…. Chi lavora affolla gli spartani piccoli bar allestiti sui marciapiedi anche se è ancora buio.
Questo mi fa capire meglio e amare ancora di più lo spirito di questo meraviglioso paese, un paese che ha un passato di sangue e povertà alle spalle ma che vuole a tutti i costi andare avanti nel migliore dei modi.

 

18/03/2016

“L’INIZIO DI TUTTO”
Attraversi il mondo e quando arrivi pensi di essere uscito da un frullatore . Ma siamo in Cambogia, è un sogno che si realizza, e nonostante la stanchezza enorme posiamo i bagagli in albergo e via, verso il museo Nazionale, dove abbiamo un primo assaggio di quello che ci attenderà nei giorni a venire. Il Museo raccoglie tutti i reperti che non sono più visibili nei templi e declina il quadro storico/artistico/religioso/politico della Cambogia. Tra caldo e stanchezza penso di svenire ma tengo duro e neanche la sera mi ferma e mi concedo un giro veloce al night market di Siem Reap, la prima città del nostro tour…Toccata e fuga… Non posso fare di più il primo giorno, il fisico non me lo permette.


Notte (quasi) ristoratrice e il mattino dopo si parte in tuk tuk, mezzo di locomozione usatissimo, per il giro dei Templi nella zona di Siem Reap.
Temperatura e umidità che neanche all’inferno…
Il primo approccio con il complesso di Angkor Tom, la grande città, è emozionante, con il suo ponte costeggiato a destra da 54 demoni e a sinistra da 54 divinità impegnati in un tiro alla fune, ma è l’ingresso a Bayon, il tempio dedicato a Buddha con le sue 216 facce scolpite nelle 54 torri, che mi fa avvertire un’energia pazzesca, il colpo d’occhio è impressionante ma sono i particolari che lasciano senza fiato.

 

 

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La porta nord di Angkor Tom e le sue facce

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Proseguiamo per la Corte Reale …

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Il Buddha sdraiato

 

…..e per Ta Prohm, il tempio inghiottito dalla giungla, in cui alberi giganteschi si sono appoggiati sui templi e li hanno fagocitati, teatro di posa del film Tomb Raider.

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Ta Prohm

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Lasciamo per ultimo Angkor Wat, un gioiello unico al mondo, enorme e magico, energetico e spirituale.

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L’immenso e spirituale Angkor Wat

Avremo la possibilità di vederlo anche da 110 metri di altezza, per mezzo di una moderna mongolfiera che ne consente una visione mozzafiato e unica.

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Vista mozzafiato dall’alto della mongolfiera

Ma non ci facciamo mancare niente e a dorso di elefante ci dirigiamo verso la collina su cui è costruito il tempio Phnom Bakheng per vedere il tramonto su Angkor Wat: purtroppo l’accesso limitato al tempio di 300 visitatori per volta non ci permette di accedere e così ci concediamo una bella passeggiata per tornare alla base… Bè non può andare sempre tutto come previsto.

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Un ultimo scorcio di Angkor Wat dal dorso dell’elefante

 

L’alba del nuovo giorno ci trova già un po’ provati dalla fatica ma anche carichi di adrenalina per le nuove scoperte che faremo oggi. Si viaggia in macchina verso Bantey Srey, tempio hindu dedicato a Shiva, dall’originale colore rosa dovuto alla pietra con cui è stato costruito, delicata nell’aspetto ma fortissima nella resistenza. Le incisioni sono ancora oggi perfettamente conservate e ne fanno un gioiello unico, piccolo e prezioso. Si dice anche che sia stata mano di una donna il merito di tutto questo, proprio per la precisione e i particolari, e questo spiegherebbe anche il soprannome datogli : Lady Temple o Pink Temple.

Ci dirigiamo poi verso Bantey Samre, tempio induista nello stile architettonico  angkor wat….

 

… E verso Pre Rup, tempio montagna piramidale su tre livelli, il più alto dei quali sormontato da 5 torri a forma di loto. Si dice che questo sia il primo vero crematorio.

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Mezza giornata di riposo e si riparte pronti a visitare il villaggio di Kom Pong Pluck, costruito su altissime palafitte che lo fanno assomigliare allo scenario fantascientifico di Watwerworld. Questa è la stagione secca perciò ci serviamo di una piccola barca che parte da un rigagnolo con poca acqua e ci chiediamo, sinceramente, dove ci porterà. In men che non si dica il fiume si ingrossa un poco e ci mostra un villaggio che mai ci saremmo aspettati: scale altissime conducono a case che sembrano sospese in aria e adulti e bambini salgono e scendono operosi per entrare e uscire da casa. Con la stagione delle piogge tutto questo viene sommerso lasciando intravedere solo le modeste abitazioni dei pescatori.

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Tutto è magia: lo scorrere lento della barca dal rigagnolo dal quale siamo partiti fino al lago Tonle Sap attraverso le abitazioni dei pescatori alte decine di metri,vedere  i bambini arrampicarsi su queste scale infinite e fare  la cacca dalle barche, i visi tirati della gente che vive qua e non deve essere la cosa più facile del mondo ma in simbiosi con un mondo che si evolve nonostante tutto. E fermarsi al monastero, vedere la scuola, i monaci, i bambini chiassosi, la natura, i colori pazzeschi degli affreschi dedicati a Buddha.

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Meravigliosi sorrisi!!!

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…. E poi trovarsi in mezzo a questo immenso lago punteggiato di nasse, barche e baracche (ma anche con qualche ristorante galleggiante). Si, tutto è magia!

Torniamo sulla terra ferma per riprendere il nostro viaggio verso il tempio Preah Ko con l’imponente e mastodontico Bakong, tempio montagna.

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Bakong, il tempio montagna

 

È il nostro ultimo giorno a Siem Reap e devo dire che questo Paese mi sta rapendo facendomi provare sensazioni, che, seppur avendo viaggiato tanto, non avevo mai provato.

Ci concediamo però come ultima cosa, una visita all’Angkor Arts and Crafts, un centro di artigianato che dà lavoro a persone svantaggiate.

La Cambogia, purtroppo, ha un passato costellato di dolore, di soprusi e di morte, che ancora oggi sono ben visibili ovunque, è dunque doveroso, da parte di un viaggiatore attento, appoggiare queste realtà dando un contributo concreto.

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Artisans Angkor

 

ARRIVEDERCI SIEM REAP, MI RIMARRAI NEL CUORE…

Sono già passati cinque giorni dal nostro arrivo in Cambogia e dobbiamo spostarci verso sud, direzione Phnom Penh. I giorni passati hanno visto succedersi tante di quelle immagini che mi hanno lasciato a volte un po’ stordito ( diciamo che tanto fa anche il caldo a tratti insopportabile!).

Il viaggio verso Battambang ci riserva alcune sorprese soprattutto “culinarie”. Con grande divertimento della nostra guida ci fermiamo al banchetto di una simpatica signora che ci svela i suoi ingredienti segreti, i suoi prelibati manicaretti: snack da sgranocchiare con una Angkor Beer gelata, insomma!

Ma non sono le ultime sorprese che ci aspettano lungo la strada polverosa che collega queste sterminate distese di risaie … Direi che dalle code penzolanti si possa capire quali siano gli animali grigliati delle foto sotto!

La prossima specialità la assaggio: bambù riempito con riso, fagioli neri, cocco e zucchero, ricoperto da una foglia di palma e cotto alla griglia. Buonissimo!

 

Battambang ci serve solo per spezzare il viaggio, ci fermiamo una notte, e ne approfittiamo per fare un giro sul Bamboo train, treno che serve per trasportare il bambù e che viene anche usato anche come attrazione turistica: non ci entusiasma particolarmente ma è comunque rilassante e piacevole.

Non può mancare , sulla via del ritorno, una puntata al mercato locale, che riserva sempre piacevoli sorprese. I colori, gli odori, le persone, le merci, tutto è incredibile per noi, al limite del surreale. Non penso ci siano parole per descrivere l’atmosfera che    crea un quadro dalle pennellate iper-realiste.

 

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Durian (frutto dolce ma dall’odore orrendo) su una bancarella

 

 

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La notte mi regala un meraviglioso bagno in piscina illuminato solo da una luna piena fantastica che rende tutto ancora più magico e mi rimette in sesto pronto ad affrontare l’ultima parte del nostro viaggio.

Colazione all’alba e si riparte alla volta di Phnom Penh, capitale e cuore pulsante della Cambogia.

Lungo il percorso, su strade non sempre facili, ci fermiamo a visitare il villaggio galleggiante di Kompong Loung: non servono parole per descrivere l’incanto che ci si presenta davanti, e allora lascio spazio alle foto.

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Persone fiere e sempre sorridenti

 

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I bufali d’acqua

Lasciamo il villaggio sull’acqua e ci dirigiamo verso Oudong, antica capitale tra il XVII e il XIX secolo, dove troviamo la più bella pagoda della Cambogia e dove avremo anche un incontro ravvicinato con le scimmie assetate , data la temperatura infernale.

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OUDONG

 

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Incontri ravvicinati…

 

La sera ci vede arrivare a Phnom Penh, che non si fa capire subito, che mi lascia un attimo perplesso: grande, sporca, caotica, trafficata si lascerà scoprire poco a poco rivelando un fascino particolare. Il fascino dei suoi templi, della modernità che avanza, dei motorini che la fanno da padroni, della sua gente sempre sorridente…

Ecco, è proprio la gente che mi rapisce, con la sua semplicità e la sua voglia di vivere, nonostante tutto, nonostante un passato tragico, nonostante una povertà palpabile, nonostante lo scontro generazionale.

Ci concediamo tutto quello che ha da offrire: il tramonto sul Mekong, il palazzo reale, il museo nazionale, e naturalmente i campi di sterminio, perché bisogna conoscere la storia ma anche toccarla con mano se si vuole apprezzare appieno un Paese straniero.

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Il tramonto dal fiume Mekong
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Palazzo Reale

 

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Il museo nazionale

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Il nostro viaggio sta per finire, sono stati giorni intensi e pieni di emozioni. Non potrò dimenticare l’ultimo tramonto, nè i racconti delle nostre guide così accorate quando ci parlavano del passato del loro  meraviglioso Paese, della loro religione, della povertà che ancora attanaglia la Cambogia o dei rapporti conflittuali con il vicino Vietnam.

 

Sicuramente non dimenticherò i sorrisi della gente e la gioia dei bambini, la cortesia e l’estrema gentilezza di un popolo incredibile!

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3 commenti

  1. Maria Cristina Salvadori Jayalaksmi ha detto:

    Bravissimo Bruno, starei le ore a sentire i tuoi racconti…il viaggio è proprio la tua dimensione!!!

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    1. brunofalugi ha detto:

      Grazie, viaggiare è una passione che non posso e non voglio reprimere. Ė vivere!

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  2. norberto ha detto:

    grande bruno. felice per te ed indubbiamente invidioso.

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